Le parole possono escludere quanto un pulsante che la tastiera non raggiunge. I prodotti
Maggioli parlano a tutte le persone che lavorano nella pubblica amministrazione e con la
pubblica amministrazione, quindi non danno per scontato chi siano: il loro genere, le loro
capacità, la loro origine, la loro età.
In generale
Prima la persona, non la sua condizione: una persona con disabilità, non un disabile.Di’ quello che intendi. Le metafore prese dalla disabilità, dal genere o dall’origine lo
dicono male, e non si traducono.Chiedi solo ciò che serve. Il sesso, o qualunque altro dato personale, solo quando una
procedura lo richiede, con le parole e i valori di quella procedura, e dicendo perché.Accogli le persone come sono. Un modulo accetta i nomi che le persone hanno: apostrofi,
accenti, spazi, più di un cognome (D’Angelo, Nicolò, De Santis Rossi), e i documenti e gli
indirizzi di chi non è italiano.
Disabilità
Dal 2024 è la legge stessa a usare queste parole: il D.Lgs. 62/2024 ha sostituito “handicap”
con “condizione di disabilità”, e “disabile” e “diversamente abile” con “persona con
disabilità”, in tutte le norme.“Le persone con disabilità”, non “i disabili”, “gli handicappati” o “i diversamente
abili”.“Ha” o “vive con”, non “soffre di” o “è affetto da”.“Usa una sedia a rotelle”, non “è costretto su una sedia a rotelle”.“La maggior parte delle persone” o “chi non ha disabilità”, non “gli utenti normali”.Di’ quello che intendi, non “cieco a”, “sordo a”, “pazzesco” o “paralizzato”: “non vede”,
“ignora”, “sorprendente”, “fermo”.Nel testo dell’interfaccia preferisci attivo e disattivato, acceso e spento, ad abilitato e
disabilitato: disabled è il nome di un attributo del codice, non una parola per le persone.
Il servizio funziona anche con i lettori di schermo e il controllo vocale.Il servizio può essere usato anche dai non vedenti.
Genere
L’italiano segna il genere in nomi, aggettivi e participi, quindi chiede più attenzione:Il maschile generico lascia fuori metà di chi legge. Preferisci le forme collettive e
neutre: “le persone”, “il personale”, “la cittadinanza”, “chi presenta la domanda”.Riscrivi invece di marcare. “Sei sicuro di voler uscire?” diventa “Vuoi uscire?”;
“Benvenuto” diventa “Ti diamo il benvenuto”.I titoli al femminile per le donne: “la sindaca”, “l’avvocata”, “l’assessora”, oppure il
titolo che la persona usa per sé.Niente asterischi, niente schwa. “Tutt*” e “tuttə” vengono letti male o saltati dai
lettori di schermo, e molte persone non sanno come leggerli: riscrivi la frase.Le forme doppie con misura. “Cittadine e cittadini” va bene in un titolo o in un saluto,
non in ogni frase di un testo.Non legare i ruoli a un genere: chi fa il sindaco, il giudice o l’impiegato può essere
chiunque.
Chi presenta la domanda riceve la ricevuta via PEC.Ogni richiedente riceverà la sua ricevuta via PEC all’indirizzo da lui indicato.
Origine e cultura
Niente colori come metafore del bene e del male: un elenco dei bloccati e un elenco dei
consentiti, non una lista nera e una lista bianca.Niente master e slave per i sistemi: primario e replica. Il ramo principale del repository
di Magma si chiama main, non master, per lo stesso motivo.Ciò che non è familiare a chi scrive non è esotico o strano per chi legge.
Età
Non dare per scontato che le persone anziane abbiano difficoltà con la tecnologia, o che i
giovani non ne abbiano: “così facile che può usarlo anche tua nonna” offende le nonne, e non
aiuta nessuno.